TEATRO DEL LEMMING – L’URLO E ALTRE FALISTRE rito a due voci
«Il primo lavoro che segnalò il Teatro del Lemming all’attenzione del pubblico e della critica nazionale fu Cinque Sassi, un lavoro scenico che nasceva da una raccolta di poesia di mio fratello Marco. Il testo poetico veniva frantumato, moltiplicato, abitato dal corpo di molti attori che in scena riempivano quelle parole di azione e colori.
La poesia non stava soltanto nel suono ma anche nella composizione delle azioni, dei corpi, della luce, della musica, del canto, dei silenzi. Era il 1994. Trent’anni dopo. In scena solo io e Marco. Un attore e un poeta. Non ci sono azioni né colori. Solo parole, il loro suono. Le voci, la musica. In questa nudità lasciamo che esse riverberino nella loro pura potenza.»
Massimo Munaro
Quanta neve fitta lenta alta cade
qui.
Su, corri, spalanca la porta,
esci fuori a giocare.
Si sono fatte bianche anche le strade.
Guarda che sono qui. Cercami.
Presto, prima che faccia buio.
Prima che si perda ogni traccia.
Marco Munaro
L’urlo e altre falistre – Teatro Lemming di Rovigo
Marco Munaro (poeta) e Massimo Munaro (attore)
Ospiti dei Chille de la Balanza
Non sempre è il significato comune di una parola a dare senso a una frase. Le parole si avvicinano, mutano forma, si intrecciano e si spezzano, si allontanano, rimbalzano in un dialogo serrato, come in una partita di ping pong. Ciò che arriva è una melodia di suoni, voci, intermittenze di corpi che si fanno memoria, sprofondano e riaffiorano. Non è rimpianto, non è nostalgia: è pura memoria. Piccole esplosioni di haiku che emergono dal profondo, sgranate, spezzettate, come lo sono i ricordi. E rimane una sensazione di meraviglia che non ha bisogno di essere spiegata. L’urlo e altre falistre: un poeta e un attore, due fratelli, due corpi, due voci. Parole che prendono senso nell’incontro, finché le voci si posano leggere, come falistre, scintille di fuoco o piccolissimi fiocchi di neve. E l’infanzia perduta si ricompone sulla riva di due fiumi, scorre lenta; anche le parole rallentano, fino a dissolversi alla luce di una candela. Buio.