Massimo Munaro ed il Lemming hanno ideato e costruito l’EDIPO in forma di vera e propria peripezia di conoscenza e, quindi di interpretazione. In sostanza hanno tentato, con successo, di incorporare all’interno del meccanismo drammaturgico la struttura stessa dell’enigma, facendo così della drammaturgia la sua (dell’enigma) rappresentazione.
Forse non è un caso che Le Baccanti di Euripide si configuri come l‘ultima delle grandi tragedie che ci sono rimaste. Per certi aspetti essa si pone come fine di un genere, e più in generale di un pensiero (quello tragico appunto), ma anche come inizio di quella diversa visione del mondo che sta alla base della tradizione che conduce fino ad oggi e a quel che rimane del teatro moderno.
La tragedia di Medea si reinventa con il linguaggio del clown contemporaneo: il mito si fa tragicommedia, tra riso e vertigine, cadute e metamorfosi. Non più mostro assassino, ma straniera condannata da una città che non sa accoglierla, Medea diventa specchio delle nostre paure e colpe collettive.
SABATO 14 E DOMENICA 15 MARZO 2026 – TEATRO STUDIO | Rovigo
Questo lavoro nasce come studio d‘ambiente nel 1992. Il lavoro viene riproposto oggi, a più di vent‘anni dalla sua creazione, come materiale di confronto, sfida e conquista, ma anche come messa alla prova e, insieme, prova di messinscena per un gruppo di allievi dopo un breve, ma intenso, periodo di formazione.
L‘opera trasgredisce a una delle regole basilari del teatro che include persone con disabilità: mai affidare a un diverso il ruolo di un diverso! “Guai!” gracchierebbe il Grillo Parlante! Specie se il protagonista dell‘avventura è il burattino più famoso al mondo proprio per la sua ineguagliabile difformità.
ELSA MORANTE: un canto per gli ultimi nasce come un attraversamento appassionato dell’opera e della visione del mondo di una delle voci più radicali del Novecento italiano. In scena, la sua parola diventa materia viva, corpo che pulsa, canto che tenta di dare volto e dignità a tutte le creature marginali che popolano i suoi libri: bambini fragili, madri ferite, amanti senza patria, sognatori incalliti.
C’è il rito cristologico del sacrificio, attraverso il rosso di un’anguria dilaniata su un altare bianco. L’anima mundi ci osserva. Ogni volto umano ne reca l’impronta, che trasuda anche dalle maschere indossate dagli attori, custodi di uno spazio ermetico, sacerdoti di un culto magico che trova l’aggancio con la profondità dei misteri e con gli abissi che queste Metamorfosi restituiscono con pienezza.
Una cucina, un luogo dove si preparano piatti oscuri e macchinazioni crudeli.
In MACBETH BANQUET un cuoco racconta la vicenda shakespeariana con l’ausilio di utensili e cibi disponibili in una cucina. Un solo attore entra nei pensieri dei personaggi e ne interpreta gesti e azioni, il cuoco officia un rito teatrale con il suo assistente: la chitarra di Maurizio Aliffi dialoga con l’interprete Luca Radaelli in una vera e propria rappresentazione musical/culinaria.
Per raccontare Amore e Psiche del Teatro del Lemming bisognerebbe essere in grado di descrivere un’emozione. Rispondere all’arte con l’arte insomma. Una sequenza di quadri che tocca tutte le corde delle emozioni in trenta minuti in cui ci si incontra e si ama sul serio, si muore e si rinasce davvero, in cui ho sorriso guardando il volto della mia sposa.
In ODISSEO la relazione diretta attori e spettatori è portata, dopo che i lavori precedenti presupponevano la partecipazione di un numero molto ristretto di spettatori (rispettivamente: uno, sette e due), ad una partecipazione più vasta: 30 spettatori rimandano contemporaneamente anche ad una identità, quella di Odisseo, che, come quella dello spettatore teatrale, non può che darsi come molteplice e multiforme.
AMLETO è l’opera che, più di ogni altra, inaugura la cultura moderna; anzi, per molti aspetti ne costituisce il mito fondante. Come personaggio mitico, Amleto dà vita ad un personaggio scisso, dilaniato, smarrito.
NEL LABIRINTO DELLA MEMORIA, ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, conduce i partecipanti all‘interno di un percorso labirintico, che è insieme anche un‘immersione radicale, intima e personale nello spazio del rito, del mito e del sogno.
Questo lavoro si costituisce come la seconda parte di un ciclo denominato Attorno a Troia che, dall’Iliade alle Troiane all’Eneide, intende indagare il tema della distruzione di una civiltà, dello smarrimento e dell’esilio.
Questo lavoro si costituisce come terza parte di un ciclo che, dall‘Iliade alle Troiane all‘Eneide, intende indagare il tema della distruzione di una civiltà, dello smarrimento e dell‘esilio.
DOMENICA 28 SETTEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
L‘opera trasgredisce a una delle regole basilari del teatro che include persone con disabilità: mai affidare a un diverso il ruolo di un diverso! “Guai!” gracchierebbe il Grillo Parlante! Specie se il protagonista dell‘avventura è il burattino più famoso al mondo proprio per la sua ineguagliabile difformità.
UNTITLED nasce per Daniela Vitale dall‘incontro con l’artista Francesca Woodman. L’artista americana nata nel 1958, comincia a fotografarsi a 13 anni e muore a 22 “per eccesso di vita” come dice il suo amico Giuseppe Casetti. Osservando i suoi scatti si ha la sensazione di guardarsi allo specchio: esplorando l’infinito potenziale simbolico del proprio corpo Woodman spalanca un abisso
DOMENICA 02 NOVEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
Il punto di partenza di questa ricerca é stato il mio profondo interesse per la poesia d’amore italiana. Questa può creare un’esperienza diretta che coinvolge mente e corpo. Rimane concreta ma ha il potere di trascendere la realtà, come a mio parere fa l’arte della coreografia.
A cinquant’anni esatti dall’assassinio di Pier Paolo Pasolini, i Chille de la balanza presentano lo spettacolo PASOLINI. PERCHÉ?. Un’opera teatrale urgente, civile, bruciante, che prende vita a partire da quella frase rimasta sospesa nell’aria: “Siamo tutti in pericolo”.
DOMENICA 16 NOVEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
La ricerca di questa performance realizza, attraverso la tecnica vocale dell’attrice fusa con la tecnologia, una performance live che sviluppa, nella creazione di una persistenza sonora delle parole, un percorso di astrazione in grado di amplificare emotivamente il percorso mistico e passionale del testo di Massimo Sgorbani.
DOMENICA 23 NOVEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
EUDEMONÌA indica la felicità come fine ultimo dell‘esistenza. Ma cosa accade quando il nostro demone interiore si frappone tra noi e la possibilità di essere felici? Lo spettacolo, presentato qui in Prima Nazionale dopo una lunga Residenza dell‘artista in Teatro Studio, è un viaggio fisico ed emotivo che esplora il corpo, l’identità, il doppio, il riflesso, la verità e la bugia.
DAL 01 AL 06 DICEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
L’ODISSEA DEI BAMBINI rivolge la sua attenzione allo spettatore-bambino del presente, naturalmente, ma anche al bambino-spettatore del futuro. Il lavoro, porta un sottotitolo – viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età – a sottolineare che l’Infanzia non è tanto, o solo, una questione anagrafica quanto un territorio dell’anima, segnata, come lo è per Odisseo, per l‘ostinata capacità di essere curiosi, la voglia e la paura di attraversare col proprio corpo il mondo, il desiderio che seduce, la nostalgia di casa, l’arte di ingegnarsi sempre a risolversi e a reinventarsi la propria vita – senza requie.
DOMENICA 07 DICEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
L‘origine della figura di Barbablù, trascritta e resa celebre da Charles Perrault, si perde nella notte dei tempi. Barbablù appartiene all‘immaginario collettivo, è un archetipo che incarna metaforicamente il male.
VENERDI’ 12 DICEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
ALTER è un viaggio emozionante nell‘Arte Contemporanea.
Un‘affascinante performance visiva per scoprire la bellezza e lo straordinario mondo dell‘Arte Moderna e Contemporanea. Avvincente, visionaria, di facile accesso, è un‘opera che svela la magia dell‘Arte, aperta a un pubblico eterogeneo.
VENERDI’ 19 DICEMBRE 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
Amleto è il viaggiatore. Non più il principe danese consumato dall’indecisione, ma un nomade del pensiero, “fi glio del dubbio”, uno spirito inquieto che cerca risposte in un mondo dove la logica è collassata.
DAL 10 AL 16 FEBBRAIO 2025 – TEATRO STUDIO | Rovigo
Il lavoro su AMORE E PSICHE prosegue sulla strada aperta dai nostri precedenti lavori dedicati alle figure di EDIPO e DIONISO e si propone come ideale continuazione.